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A DIGIUNO PER 50 ANNI
Marthe Robin soffre di una grave malattia: ha continue emorragie e vomita tutto ciò che mangia. La situazione è così grave che riceve l'estrema unzione. Ma, proprio quando le speranze sembravano ormai finite, Marthe riceve l'apparizione di Madre Teresa di Lisieux e capisce che la sua vita ha ancora una missione...
Di Alessia Serafin
a.serafin@strangedays.it
20 Marzo 2002
Marthe Robin nasce il 13 marzo del 1902 in un piccolo villaggio nella valle del Rodano.
E' la quinta figlia di una famiglia di modesti contadini.
La sua vita, fino ai 16 anni, scorre serena, tra gli animali della fattoria, l'orto e gli alberi da frutto.
Nel mese di novembre del 1918, mentre erano in atto i festeggiamenti per l'armistizio tra Francia e Germania, Marthe cade a terra e non riesce più ad alzarsi: è l'inizio della sua misteriosa malattia. La diagnosi ufficiale è: encefalite letargica, ma alcuni l'hanno definita "coma mistico".
Il coma dura fino al marzo-aprile del 1921, poi Marthe si riprende, piano piano, e ritorna a camminare, lavorare all'uncinetto e, con l'aiuto del bastone, riesce persino a sorvegliare gli animali della fattoria. Dopo qualche mese, la sua salute peggiora nuovamente: non riesce quasi a camminare, ha forti dolori alla schiena e le si abbassa la vista.
Dal 3 ottobre del 1926, la sua malattia si acuisce: ha continue emorragie e vomita tutto ciò che mangia. La situazione è così grave che riceve l'estrema unzione. Ma, proprio quando le speranze sembravano ormai finite, Marthe riceve l'apparizione di Madre Teresa di Lisieux e capisce che la sua vita ha ancora una missione.
Da questo momento, la sua camera diventa una cella, il suo letto un altare e lei una serva del Signore. Dal 1928, il processo di paralisi coinvolgerà tutto il suo corpo.
Non potrà più cibarsi, né bere e né dormire. Potrà soltanto farsi inumidire le labbra con acqua o caffé e si ciberà esclusivamente di Eucarestia per 50 anni.
La comunione avveniva una volta a settimana e Marthe attendeva con trepidante attesa quel momento. Dal 2 ottobre 1930, primo venerdì del mese, Marthe inizia a ricevere i segni della passione di Gesù: le stimmate apparvero sulle sue mani e sui piedi, mentre sulla fronte i segni della corona di spine.
Da quel momento, ogni venerdì, rivivrà questi momenti, divenendo una cosa sola con Gesù.
Verserà lacrime di sangue ogni notte, una moltiplicazione misteriosa che accompagnerà la martire fino alla fine dei suoi giorni.
La morte sopravviene il 6 febbraio 1981, ancora una volta il primo venerdì del mese. Viene trovata sdraiata per terra, in mezzo a tanti oggetti sparsi. Morta nella solitudine più totale e in un completo stato di abbandono.
Migliaia di lettere le sono state inviate durante i suoi lunghi anni di passione, migliaia di visite al suo capezzale, dove Marthe era visibile solo nella penombra a causa del processo di deformazione che aveva invaso tutto il suo corpo.
Una vita fatta di devozione e preghiera, un carisma che tutt'oggi si rinnova giornalmente nel movimento Foyers de Charité, fondato da Marthe ed ora sparso in tutto il mondo.
Dopo sette anni dalla morte di Marthe Robin, è iniziato il suo processo di beatificazione, conclusosi a livello "locale", nel 1996. Attualmente è in corso quello canonico a Roma.
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Alessia Serafin
a.serafin@strangedays.it
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