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LA CITTA' DELLA NOTTE ETERNA
320 chilometri di gallerie, 15 livelli di dedali, 700 metri di profonditą, 150 canali di scarico, 350 kg di materiale radioattivo, centinaia di vecchie armi abbandonate e oltre 10.000 senzatetto come abitanti: sono solo alcune delle inquietanti cifre di una Mosca sotterranea che non dorme mai, in una notte che non ha mai fine
Di Pablo Ayo
pabloayo@strangedays.it
22 Dicembre 2007
Con i gli anni cambiano le mode e le abitudini, specie dei giovani. Chi ha più di trent’anni, si ricorderà la lunga sfilata di eserciti di paninari, metallari, dark, punk, cyberpunk e punkabestia, indiani metropolitani, fricchettoni e yuppies rampanti di buona famiglia, gotici, sportivi, grunge spelacchiati e giovani hi-pop dalle immancabili t-shirt oversize. Ogni giovane tribù aveva, e ha, i suoi costumi e usanze, i suoi tabù e i propri riti di iniziazione, più o meno intelligenti.
Va da sé che la mancanza di stimoli e la noia, oltre a un senso di disagio sociale e di inadeguatezza verso la vita che sembra crescere in maniera esponenziale ad ogni nuova generazione, porta come sottoprodotto la nascita di tendenze bizzarre e spesso sociopatiche, veri rituali distruttivi attraverso i quali i ragazzi sembrano voler sfidare la sorte, la vita e tutto sommato anche le più elementari norme del buon senso. Anche se ai comportamenti più estremi giungono tutto sommato fortunatamente in pochi, il danno compiuto è spesso comunque di una gravità incalcolabile. Basta pensare alla ‘moda’ di lanciare sassi dal cavalcavia, di sdraiarsi nel mezzo di un’autostrada ad alta velocità, o al trend di qualche anno fa che consisteva nell’attraversare di notte, a semafori rossi, una serie di incroci a oltre 140 all’ora.
Naturalmente la nostra era non poteva fare eccezione, e nelle ore più scure della notte, dove il controllo è poco, le forze dell’ordine rade, e la coscienza collettiva lentamente affonda nelle nebbie delle pianure e nei fumi dell’alcol e della droga, accadono ancora le cose più incredibili. Ma, strano a dirsi, il trend più recente non giunge come al solito dagli Stati Uniti o da Londra. Stavolta, foriera delle insolite manie del popolo della notte è santa madre Russia.

Qualcuno di voi avrà forse visto al cinema “I Guardiani della Notte”, pessima trasposizione cinematografica di un libro altrimenti interessante, Nocnoj Dozor nell’originale russo, un cult-book di Sergej Luk’janenko in cui si narrano le vicende degli ‘Altri’, persone dotate di percezioni extra sensoriali capaci di percepire dimensioni parallele e gli esseri che le abitano, come vampiri, demoni e fantasmi.
Quello che non molti sanno invece è che il libro di Luk’janenko si basa su di un nuovo trend generazionale, che a Mosca – ma anche nelle altre grandi capitali russe, come Minsk, San Pietroburgo, Novgorod e via discorrendo – spinge i giovani a esplorare, e talvolta persino a passare le notti, nel sottosuolo.
Nelle città russe più antiche, come Mosca (che vanta 900 anni di storia), esistono complessi dedali sotterranei, di cui è difficile immaginare la vastità. Secoli di dittature sanguinarie, persecuzioni staliniste e tirannie degli zar hanno infatti incrementato l’abilità dei russi di trovare rifugio in quei luoghi maledetti dove ben difficilmente un essere umano sano di mente si avventura. Mosca ad esempio ha una vasta rete di tunnel, catacombe, basamenti di palazzi antichi, tracciati non più usati della metropolitana e via dicendo, che si estendono fino a 700 metri sotto la superficie, su 15 livelli differenti. Benché sia molto umido e sia pieno di infiltrazioni d’acqua, d’inverno il freddo polare che si soffre in superficie non è altrettanto terribile laggiù.
Il substrato alluvionale del terreno moscovita é friabile e facile da scavare. Leaders politici e Zar paranoici costruirono a lungo bunkers, depositi e enormi cavò in cui riposero I propri tesori, libri e gioielli. Nel 1580, mentre perdeva la propria sanità mentale, Ivan il Terribile costruì le sue camere di tortura e le sue stanze del tesoro a centinaia di metri di profondità, e poi ci fece murare vivi dentro I carpentieri che l’avevano costruita, perché nessuno sapesse dove si trovassero. Alla fine del 1700, Caterina la Grande chiamò i migliori architetti dall’Italia per incanalare il fiume Neglina in una vasta rete sotterranea di canali. Nel tempo poi giunsero le fognature, le linee del gas, del telefono, I rifugi antiatomici, i tunnel segreti del governo, le postazioni d’ascolto del KGB e via discorrendo. Nei secoli, questi luoghi sono stati la casa di dissidenti, artisti ed esiliati. Negli ultimi anni, alcuni amanti della perlustrazione avventurosa dei sotterranei cittadini hanno persino costituito una associazione, Underground Planet, e tra le loro varie esplorazioni hanno persino riscoperto la camera delle torture costruite da Ivan il Terribile nel 1580, oltre un sito che è stato teatro di un suicidio di massa.
Naturalmente, non tutti sono degli onesti esploratori come quelli della Underground Planet. Vadim Mikhailov, l’atletico 32enne che ha fondato il centro, ogni tanto porta a pagamento curiosi e turisti nel sottosuolo, ma solo nei luoghi sicuri.
“Non é sempre tranquillo qui”, afferma Mikhailov, “Spesso qua sotto vengono esaltati e drogati, amano riempirsi di acidi e pensare di essere una specie di vampiri. Non si può mai sapere fino a che punto possono spingersi. Altre volte é peggio, puoi incontrare dei cercatori di armi. Sì, é incredibile ma in alcuni siti puoi trovare delle armi della seconda guerra mondiale abbandonate, e ancora funzionanti! Quelli le cercano per venderle al mercato nero e farci un pò di soldi”.
La vita notturna delle catacombe moscovite non è delle più serene.
“Una volta, nei sotterranei della Università di Stato di Mosca, trovammo circa 350 kg di materiale radioattivo”, confida Mikhailov. “Era riposto in casse di contenimento speciali, che però si erano rotte. Il materiale giaceva sparso per terra. In quel caso, chiamammo le autorità, che vennero immediatamente a recuperare il materiale”.
Ben difficile immaginare cosa possa succedere oltre a una certa profondità, dove il controllo è pressoché nullo e il buio totale.
Una volta, nel sottosuolo dell’Istituto Oceanografico di Mosca, ormai abbandonato da anni, alcuni esploratori scoprirono dei strani cristalli sul pavimento, semisommersi dall’acqua stagnante, e delle insolite creature marine situate all’interno di enormi contenitori pieni di formaldeide.
Nel 1994, gli scavatori scoprirono invece la fantomatica spetzmetro di Stalin, un condotto metropolitano sotterraneo riservato esclusivamente al premier e al suo entourage, per portarli in sicurezza nei vari punti della capitale. Oltre a questa metro privata, venne rinvenuta una autentica autostrada sotterranea, voluta da Stalin per trasportare lontano da occhi indiscreti persino carri armati e aeroplani da e per basi militari fuori Mosca.
Tra i luoghi rinvenuti dai novelli esploratori, non mancano passaggi e stanze sepolcrali e persino cappelle risalenti al periodo medievale. Come si può immaginare, i luoghi in questione sono più che adatti per chi ama rituali di un certo tipo, come i satanisti.
Il giornalista Alexey Grigoriev, una volta, scese nelle catacombe di mosca con un suo amico, per scoprire qualcosa sulla città sotto la città, la capitale della notte eterna. Prima lui e la sua guida videro, non visti, passare cinque uomini armati con armi automatiche, diretti sa Dio dove. Di certo, non li seguirono per scoprirlo. In seguito, dopo aver percorso diversi chilometri, sentirono delle voci. In una grossa stanza medievale abbandonata, una gruppo di una decina di persone incappucciate stava eseguendo un rito attorno a un tavolaccio di legno, sul quale giaceva una ragazza completamente nuda, con una maschera nera sul viso, e una spada appoggiata vicino al ventre. L’inquietante scena era rischiarata solo da alcune candele. A quel punto, l’officiante prese del liquido rosso da un recipiente e lo spruzzò sulla donna, apparentemente consenziente, invocando ad alta voce l’aiuto e la protezione di alcune non meglio specificate “forze oscure”. Dopo essersi allontanati, la guida spiegò a Grigoriev che si trattava di satanisti. “Succede di continuo qui”, confidò a Alexey. “La cosa più disgustosa è quando fanno sacrifici veri… Li ho visti addirittura uccidere dei bambini in questi riti. Qui la polizia non viene mai, figurati. Incredibile a dirsi ma l’unico aiuto viene dai senzatetto, la loro presenza qui é continua e non permette a questi disgraziati di rimanere qui a risedere in modo permanente.”
Più tardi la guida mostrò a Grigorief un autentico lago sotterraneo dall’inequivocabile odore di alcol: là venivano gettati gli avanzi industriali della produzione di alcolici. Alcuni livelli più in basso, e a qualche chilometro di distanza, visitarono i sotterranei del Kremlino. L’entrata era situata a quasi tre metri di altezza, e una volta entrati, videro che sul pavimento, appena sommerso da una decina di cm di acqua, qualcosa luccicava. “Sono monete”, spiegò la guida, “in un’altra spedizione ho già raccolto 30 antiche monete d’oro. Ma trovarle é difficile”. Più avanti il passaggio era interrotto da un muro di mattoni crollato, su cui la guida stava lavorando da un pò. “Se riesco a passare oltre, sarò proprio nei sotterranei storici del Kremlino. Credo sia il passaggio per giungere alla famosa libreria di Ivan il Terribile.”
Certo nei sotterranei moscoviti, reame dell’eterna notte, non è tutto oro quello che luccica. La ragione di Mosca infatti possiede oltre 150 fiumi sotterranei destinati allo scarico di rifiuti tossici. Alcuni tipi di pesci e piccole creature anfibie che si ritrovano a nuotare in questi fiumi subiscono delle strane mutazioni. Alcuni esploratori hanno affermato di aver visto pesci senza pinne e senza occhi, e una volta venne avvistata una grossa carpa con uno strano corno sulla fronte. In altri casi, sarebbero stati rinvenuti vermi grandi come serpenti a sonagli, che rilucevano nel buio.
Lo sport più recente de giovani moscoviti, in sostanza, é proprio di andare alla ricerca di queste inquietanti creature mutanti, al cui novero vanno poi aggiunti i mostri della cultura popolare, come demoni, vampiri e fantasmi. Secondo alcuni, molti degli incredibili racconti che emergono da queste esperienze, sarebbero giustificate dal largo uso di stupefacenti e acidi che i giovani farebbero nel corso delle esplorazioni. Per altri, si tratterebbe solo del frutto di una sana inquietudine e tensione che assale, invariabilmente, chiunque si avventuri per dei corridoi che, foto alla mano, potrei paragonare solo ai peggiori livelli di videogiochi come Doom o Quake. Pur tuttavia, sono state spesso confermate le anomalie nella fauna ittica e sotterranea della capitale russa, per non parlare della presenza di materiale radioattivo e di elementi chimici liberi che potrebbero aver sicuramente portato a delle mutazioni alcuni animali, e chissà anche alcuni esseri umani.
Oppure, chissà, in quel dedalo pressoché infinito di canali, cunicoli e gallerie, si accede davvero ad altri mondi fantastici. A volte è difficile immaginarlo, ma per dirla con il veterano delle esplorazioni ipogee Mikhailov, “nel sottosuolo le regole del mondo di sopra non valgono più. Qui siamo in un mondo a parte.” E ha ben donde di ritenerlo: una volta, nel corso di una esplorazione nei sotterranei moscoviti, Mikhailov scoprì addirittura una cascata d’acqua naturale di diversi metri di altezza: un piccolo niagara sotterraneo, di incredibile bellezza.
Secondo Mikhailov, nei sotterranei di Mosca, specie durante i freddi mesi invernali, troverebbero rifugio oltre 10.000 senzatetto, forse di più. Un silenzioso esercito in cammino sotto i nostri piedi.
“Un sacco di gente del governo mi odia”, afferma Mikhailov, “so più cose di loro dei sotterranei. Ma hanno bisogno di me”. La sua non è una sparata: fu proprio Mikhailov e il suo entourage a permettere alla polizia di catturare tre assassini evasi dalla prigione di Butyrka che si erano rifugiati nei sotterranei, diversi anni fa. Più di recente, il team di Mikhailov guidò l’elite militare russa nota come “Unità Alpha” nel sottosuolo, permettendogli di penetrare nel Teatro Dubrovka dal sistema fognario, durante la crisi degli ostaggi "Nord Ost" durante la quale 32 terroristi ceceni presero in ostaggio 700 spettatori moscoviti. Era il 26 ottobre 2002.

Mikhailov è amareggiato. “Al governo sentono solo quello che gli fa piacere sentire. Non capiscono che il futuro di una città risiede nelle sue fondamenta. Fondamenta che, per via dell’incuria e delle frequenti infiltrazioni d’acqua, si stanno letteralmente sgretolando, anno dopo anno. Molti edifici, specie quelli più antichi del centro storico, sono a serio rischio di collasso. Ma quelli continuano a non volermi ascoltare”.
Un’altra notte è passata. Mikhailov, con passo sicuro, si avvicina a una pesante botola di piombo e la solleva: siamo sulla strada, a non più di 300 metri da casa di sua madre, dove lo attende una bella doccia e una breve dormita. Tra poche ore ci sarà un’altro giro da organizzare, altri curiosi da portare in visita laggiù, in quel mondo inquietante e incredibile sospeso tra il sogno e l’incubo, una dimensione dell’esistenza che esiste solo nelle profonde viscere della grande città e che la luce del sole non conoscerà mai. |

Pablo Ayo
pabloayo@strangedays.it
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