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IL MISTERO DI RENNES-LE CHâTEAU
Il Serpente Rosso simboleggia, per il Priorato di Sion, una sorta di linea di sangue, un lignaggio che partirebbe dai tempi di Cristo per arrivare sino ai giorni nostri e che, se confermato, spiegherebbe il "terribile segreto" di cui parlava la Dènarnaud che causò così tante morti. I ricercatori Leight e Lincon affermano che lo stesso nome del sacro calice avrebbe un altro significato: non andrebbe letto "Saint Graal" bensì Sang Real, sangue reale, a indicare una antica discendenza regale...
Di Alessia Serafin
a.serafin@strangedays.it
30 Aprile 2006
Rennes-le Château è un piccolo borgo, noto in tutto il mondo per un antico segreto, ancora oggi inviolato. Tutto cominciò nel 1781, quando Antoine Bigou, un "prete non giurato", sostituì lo zio Jean come curato di Rennes-le-Château. In quello stesso anno, la marchesa d'Hautpoul, Marie de Negri D'Arlès, gli fece una confessione in punto di morte: si trattava di un segreto che Bigou avrebbe dovuto conservare e tramandare nel tempo.
Egli, infatti, si attenne scrupolosamente alla disposizione datagli dalla marchesa, confidandosi con l'abate Cauneille, il quale, a sua volta, ne parlò con Jean Viè, curato di Rennes Le Bains, ed Emile François Cayron, curato di S. Laurent de la Cabreisse.
Quando la marchesa morì, fu sepolta, stranamente, sotto il campanile della chiesa locale.
I nobili del suo rango, infatti, possedevano tutti una cappella di famiglia.
Intanto Henri Boudet, successore di Jean Vié, seppe dell'esistenza del segreto e divenne molto amico di François Bérenger Saunière, nominato curato di Rennes-le-Château.
Una volta in carica, il curato di Rennes-le-Chateau cercò dei contributi per restaurare la chiesa, che ottenne in parte dalla Marchesa di Chambord (3000 franchi), e in parte dal municipio (1400 franchi).
La ristrutturazione iniziò dal pavimento e sembra che gli operai, durante i lavori, trovarono una cavità contenente un recipiente pieno di oggetti d'oro.
Saunière dichiarò successivamente che si trattava di alcune medaglie senza valore raffiguranti la Madonna di Lourdes.
Il curato volle continuare i lavori e, nel 1891, ebbe il permesso, da parte del comune, di utilizzare il terreno di fronte alla Chiesa per realizzare un calvario, dove fece scolpire una rosa - simbolo dei rosa-croce - e fece incidere la seguente iscrizione: "Christus A.O.M.P.S. Defendit".
Ma cosa voleva intendere con questa sigla?
Delle numerose ipotesi, quella più accreditata è che l'acronimo significhi: "CHRISTUS ANTIQUUS ORDO MYSTICUSQUE PRIORATUS SIONUS DEFENDIT" (Che Cristo difenda l'antico ordine mistico del Priorato di Sion).
Se tale ipotesi si rivelasse esatta, sarebbe la prova dell'appartenenza del curato all'Ordine del Priorato di Sion.
Nella chiesa, ci furono altri importanti ritrovamenti, ma furono tutti tenuti segreti o comunque poco pubblicizzati.
Sotto la lastra di marmo posta sulle colonne dell'altare, venne rinvenuta dal campanaro Captier un contenitore di vetro, in cui erano custoditi alcuni manoscritti recanti il sigillo della regina Blanche de Castille. Il vecchio campanaro in seguito affermò: "E' grazie a me se Saunière è diventato così ricco!"
E ancora, sotto una lastra di pietra posta di fronte alla balaustra vennero trovati due pannelli scolpiti. Su uno vi era raffigurato un personaggio a cavallo che suona un corno e sull'altro un cavallo, sul quale siedono un cavaliere ed un bambino.
Si trattava della pietra tombale di Sigebert IV (figlio di Dagobert II), morto nel 758 d.C. Sotto la lapide, venne scoperto l'ingresso della tomba di famiglia d'Hautpoul. Saunière trovò in questa cripta la vera tomba della Marchesa Marie de Negri d'Hautpoul.
Il curato comprese, allora, che la tomba che si trovava nel cimitero posto accanto alla chiesa non conteneva i veri resti della marchesa… Chi c'era allora all'interno della tomba della marchesa? E perché creare tutto questo scompiglio?
Il tesoro dei Templari e quello dei Catari
Il 6 luglio del 1897, la Chiesa venne finalmente inaugurata, ma sulla natura delle fortune accumulate dal curato nessuna spiegazione sembra abbastanza chiara. Sono state fatte molte ipotesi al riguaro: alcuni dicono che fosse implicato in un traffico di messe, altri sostengono che nella chiesa avesse rinvenuto il tesoro dei Templari, oppure quello dei Visigoti o dei Catari; c'è infine chi dice che avesse trovato addirittura il Sacro Graal o l'Arca dell'Alleanza. Il 17 gennaio del 1917, Saunière ebbe un forte malore e mandò a chiamare l'abate Riviere per confessarsi. Rimase molto tempo a parlare con il religioso, ma alla fine non ebbe l'assoluzione.
Cinque giorni dopo morirà per un'emorragia cerebrale. Anche in questo caso, sembra esserci qualcosa di strano: cosa aveva detto di così terribile il curato, da non ricevere l'assoluzione in punto di morte?
Sulla sua tomba, conservata vicino alla chiesa, è riportata la scritta INRI (Gesù Nazareno re dei Giudei), ma la lettera "N" è capovolta.
Uno scrivano catalano, Prudenci Reguanti Torres, spiega che la N, che vuol dire Nazareth, al rovescio è da interpretare come Hterazan, che in ebraico significa HA TE RATZ AN, ovvero "dov'è la misteriosa camera?". Quindi quella scritta che apparentemente sta per "Gesù Nazareno re dei Giudei" in realtà significherebbe "Io so dove è la camera misteriosa del Re dei Giudei".
All'apertura del suo testamento, si scoprì che tutti i beni accumulati da Saunière erano stati intestati a Marie Dènarnaud, sua perpetua e persona di fiducia.
Marie solo nel 1947 decise di cedere questi beni a Noël Corbu. La domestica del curato spesso soleva dire: "Con quello che ha lasciato Saunière si potrebbe nutrire tutta la cittadinanza di Rennes per un centinaio d'anni, ma io non posso toccarlo". Sosteneva inoltre di essere a conoscenza di un segreto talmente importante da poter rendere incredibilmente ricco chiunque ne fosse venuto a conoscenza. A Corbu disse: "Un giorno vi rivelerò il mio segreto". Purtroppo, la donna venne colpita da un attacco cardiaco che la paralizzò completamente, apparato vocale incluso, impedendole per sempre di tramandare questo mistero. Anche questo un caso?
La data del 17 gennaio ritorna frequentemente: nella chiesa, v'è il miracolo della statua di S.Antonio, festeggiato il 17 gennaio; proprio in tale giorno, un raggio di sole attraversa la vetrata e colpisce la statua del Santo.
La Marchesa d'Hautpoul muore il 17 gennaio ed è sempre in tale data che all'improvviso Saunière ha avuto il malore; è ancora il 17 gennaio quando Sigebert IV , figlio di Dagobert II, giunse a Rennes. Anche la data che viene riportata sul libro del "Serpente Rosso" è immancabilmente il 17 di gennaio e infine è il numero 17 che viene posto in evidenza sulla lapide di Jean Vié.
Resta il dubbio: se il segreto avesse avuto a che fare semplicemente con un tesoro qualsiasi, perché tutte queste coincidenze?
Perché tutti questi strani ritrovamenti e riferimenti storici? Si trattò forse di un segreto di stato? Di un mistero della Chiesa?
Oggi, in seguito ai numerosi studi effettuati nella zona da molti storici ed archeologi, si è potuto giungere ad alcune conclusioni che, pur non svelando completamente il mistero di Rennes, contribuiscono a gettare un po' di luce su alcuni fatti.
Sull'ultimo arco, in corrispondenza del Coro, vi è un affresco raffigurante un'anfora, una Croce ed una M a forma di Omega capovolta, però chiusa alla base, intrecciata con una S. Questo simbolo è riportato nel libro Il Serpente Rosso abbinato alla scritta Rosa-Croce. Si tratta di un libro composto da tredici strofe. Ogni strofa corrisponde ad un segno dello zodiaco. La tredicesima, la terz'ultima in ordine di apparizione, è simbolizzata da Ofiuco o Serpentario, costellazione della volta celeste e per gli antichi il tredicesimo segno zodiacale.
Il "Serpente Rosso" e la linea di sangue del Graal
Il Serpente Rosso simboleggia, per il Priorato di Sion, una sorta di linea di sangue, un lignaggio che partirebbe dai tempi di Cristo per arrivare sino ai giorni nostri e che, se confermato, spiegherebbe il "terribile segreto" di cui parlava la Dènarnaud e che probabilmente ha causato così tante morti. I ricercatori Leight e Lincon affermano che lo stesso nome del sacro calice avrebbe un altro significato: non andrebbe letto "Saint Graal" bensì Sang Real, sangue reale, a indicare una antica discendenza regale che sarebbe fiorita in suolo di Francia e che avrebbe dato poi i natali, tra l'altro, alla dinastia merovingia. Tale discendenza sarebbe antichissima e risalirebbe direttamente a Maria Maddalena.
Dalle ricerche effettuate da parecchi studiosi moderni, sembra probabile che la Maddalena fosse giunta in vita nel sud della Francia e, dopo la sua morte, fu sepolta poco lontano da Rennes-le-Château, luogo nel quale, forse, in un secondo momento, vennero poste le sue spoglie.
Ma se Saunière avesse semplicemente confessato al curato che lo ascoltò prima della sua morte di aver trovato la tomba della Maddalena, perché non venne assolto?
Le pergamene non erano altro che passi del Vangelo, ma probabilmente in una versione integrale e antica, precedente la "revisione" della Chiesa di Roma.
Alcuni sostengono che Sauniére non voleva soltanto confessarsi, ma tramandare il segreto ad un altro curato, come avveniva dai tempi di Bigou. Inizialmente, però, il segreto era costituito dalla conoscenza del nascondiglio del tesoro e di qualcos'altro di cui non si sapeva l'esatta ubicazione. Le pergamene servirono quindi a Sauniére per permettergli di trovare la tomba della Maddalena e per fargli conoscere il grande segreto che vi era custodito?
Forse il tesoro venne utilizzato da Saunière per scoprire questo importante mistero… |

Alessia Serafin
a.serafin@strangedays.it
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