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L'ABOMINEVOLE UOMO DELLE NEVI
Nel 1925, un fotografo inglese della Royal Geographic Society di nome N.A. Tombazi, testimoniņ di avere avvistato, vicino al ghiacciaio del Zemu, una figura che pareva a prima vista essere un uomo. Camminava eretto e si fermava occasionalmente per sradicare delle pianticelle di rododendro nano. Era di colore marrone e non portava alcun indumento. Successivamente, sulla zona vennero ritrovate delle strane impronte...
Di Alessia Serafin
a.serafin@strangedays.it
24 Agosto 2004
Nelle leggende di tutte le culture, si narra di esseri uomo - bestia come i centauri nella mitologia greca e Grendel nel poema anglosassone Beowulf, ma quello dello Yeti rimane ancora un mistero. Solo dal 1960 iniziarono ricerche accurate, volte a verificare l'esistenza di questo mostro che, dai racconti dei numerosi testimoni che sostengono di averlo visto, dovrebbe essere alto circa duecentotrenta centimetri e pesante duecentoventi chili.
Lo Yeti sarebbe coperto da una folta pelliccia, il cui colore varierebbe dal castano scuro al marrone, nero, rosso, grigio e persino bianco. Lascerebbe caratteristiche impronte al suo passaggio, molto più larghe di quelle umane, distribuite uniformemente su tutta la pianta (come da chi ha i piedi piatti). A volte, le impronte hanno cinque dita, altre volte tre, come ad indicare la presenza di almeno due varietà di Yeti (anche se la stragrande maggioranza delle impronte presenta cinque dita).
Il Bigfoot (altro nome dello Yeti) camminerebbe in posizione eretta. I suoi occhi sarebbero nella maggior parte dei casi gialli, anche se alcuni testimoni asseriscono di aver visto Bigfoot con gli occhi rossi. Sembra che, seppure essi non comunichino per mezzo di un vero e proprio linguaggio, emettano spesso dei suoni gutturali e urla. Molto famoso è il filmato che ritrae una femmina di Bigfoot che cammina verso la foresta, ripresa da Roger Patterson durante una spedizione nella zona di Bluff Creek. Patterson affermò fino alla morte (avvenuta nel 1972) che si trattava di un filmato autentico. Molti altri ricercatori e curiosi si sono cimentati nella ricerca di prove sull'esistenza di questo essere e, soprattutto, a quale classificazione biologica potesse appartenere.
Le prime impronte dello Yeti furono scoperte dal maggiore L.A. Waddell nel 1889, a più di cinquemila metri di quota.
Nel 1921, il Luogotenente Colonnello C.K. Howard-Bury, mentre conduceva una spedizione sul monte Everest, a circa seimila metri di quota, sul lato Sud della montagna, individuò numerose impronte tre volte più larghe di quelle umane. Nel 1925, un fotografo inglese della Royal Geographic Society di nome N.A. Tombazi, testimoniò di avere avvistato, vicino al ghiacciaio del Zemu, a quattromilacinquecento metri di quota e ad una distanza di trecento metri circa, una figura che pareva a prima vista essere un uomo. Camminava eretto e si fermava occasionalmente per sradicare delle pianticelle di rododendro nano. Era di colore marrone e non portava alcun indumento. Successivamente, sulla zona vennero ritrovate sedici impronte.
Durante il novembre del 1951, Eric Shapton e Michael Ward stavano ritornando da una spedizione esplorativa dell'Everest; scesi a 6250 metri, individuarono una serie di impronte fresche nella neve alta. Shipton riuscì a scattare due foto.
Ma dobbiamo aspettare il 1958 per avere i primi risultati degli esami eseguiti sulle presunte spoglie di uno Yeti, conservate in Tibet da oltre 300 anni.
La spedizione, guidata da Tom Slick esaminò lo scalpo e le mani di quello che i monaci dichiaravano fosse uno Yeti. Dalle analisi, una delle due mani risultò essere di un leopardo delle nevi, mentre l'altra non fu attribuita a nessun essere conosciuto. Questa stessa mano, misteriosamente tenuta nascosta, venne riesaminata un anno dopo, tramite Peter Byrne, da alcuni specialisti di Londra, che le classificarono come "non totalmente umana", forse appartenente ad un uomo di Neanderthal. L'esame del sangue dimostrò che non apparteneva né ad un umano né ad un primato conosciuto, ma purtroppo si sono perse le tracce dei reperti e non si conosce il luogo dove si trovano attualmente.
Forse lo Yeti è solo una specie ancora sconosciuta, in grado di vivere negli ambienti più inospitali della Terra o forse è il frutto di strani esperimenti di genetica, o, ancora, il risultato di uno strano incrocio uomo - scimmia. Tutte ipotesi che restano in attesa di una prova; intanto, se qualcuno di voi volesse esplorare le vette più alte del mondo, tenga gli occhi ben aperti: un essere terribile potrebbe attaccarvi alle spalle...
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Alessia Serafin
a.serafin@strangedays.it
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